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Preturo, che trae il nome da Pretorium perchè vi risiedette l’autorità pretoria romana, è edificato ai piedi della montagna "Laura" in una delle posizioni più belle della nostra vallata. Il nome del casale Preturo compare per la prima volta nell’anno 869. La connotazione popolare che distingue gli abitanti di questa frazione, che hanno una pregiata produzione di carciofi, ed è pure nota per essere il paese che, quasi sempre, ha dato il maggior numero di professionisti e di uomini notevoli a Montoro e all’Italia, è quella di essere chiamati "Prrdurise facce ianche" mentre un altro detto recita "Prrdure purdurente, bona acqua, mala gente, pure l’eruva è malamente".
A poca distanza dal paese sgorgano le limpide acque delle sorgenti "Laura" e "Labso" che, congiungendosi in un unico torrente, irrigano una parte della fertile pianura del montorese.
Incastonata nella nuda roccia, sulla sorgente "Labso", si erge l’antichissima grotta dell'Arcangelo Michele, la cui conformazione speculare fa supporre la sua esistenza in epoche preistoriche. E' ritenuta, dalla maggioranza degli storiografi montoresi, come chiesa esistente nell’841 e vieppiù nel 995. Formata da due vani naturali, è una sintesi felice di speleologia di storia, d’arte e di architettura Alto-Medievali. In essa si celebra il lunedì in Albis, una delle feste popolari montoresi che conserva di più ben fusi, arcaicamaente, i caratteri pagani e religiosi, caratteristici della cultura contadina. Interessantissimi sono gli affreschi bizantini, che ivi si trovano, raro esempio di pittura rupestre Alto-Medievale, attribuibili all’opera dei monaci, che alternativamente abitarono l’eremo. E’ un monumento che merita di essere conosciuto per la bellezza che lo contraddistingue. Suggestivo è il panorama che si gode dalla terrazza antistante le grotte e da quella del piano inferiore.
La Chiesa Parrocchiale di Preturo prende il nome della patrona Maria SS.Del Carmine. Le prime notizie sulla Chiesa di Maria SS.Del Carmine risalgono al 1511, epoca della visita pastorale del cardinale Fregoso. Da una successiva visita del 1617 si apprende che la Chiesa "si è fatta nuovamente", cioè è stata ricostruita. La Chiesa è nota anche come "Parrocchia dei Pastori", dopo che alcuni pastori avevano chiesto al Re, di passaggio per Preturo, la "Grazia" o concessione di un parroco con parrocchia propria, distaccata da Piano. Nel 1511 era solo una piccola Cappella in onore della Vergine del Monte Carmelo, costruita in epoca imprecisata, e successivamente elevata ed ampliata con due navate laterali in stile barocco. Più volte rovinata o distrutta da eventi bellici o tellurici, è stata riparata o ricostruita nel corso dei secoli, dal sisma del 1691 fino al recente del 23 novembre 1980 (con 20 morti e molti edifici distrutti).
Anche il prospetto principale della Chiesa è stato consolidato con assi di ferro dopo il terremoto del 1837, poiché presentava a seguito del detto sisma una fessura dall'alto in giù. Nel 1800 la Chiesa venne pure adibita per la sepoltura dei defunti, che in precedenza avveniva nella Chiesa parrocchiale del tempo di S.Pietro alla Laura, nei pressi dell'antica stazione ferroviaria di Montoro-Forino. Negli ultimi decenni la Chiesa è stata completamente e radicalmente ristrutturata, un po' anche elevata ed artisticamente decorata, sia all'interno che all'esterno. La Chiesa nel soffitto ha un quadro centrale in tela, molto grande, rovinato dagli eventi bellici del 1940 e poi restaurato dal noto pittore Giovanni Battista De Mari, che rappresenta il trionfo della B.V. del Carmine tra i Santi venerati nella zona. Negli anni 1960-75 essa è stata arricchita ed abbellita con gli affreschi, realizzati nell'interno e sul frontale della Cupola dal compianto Prof. Alfonso Grassi di Solofra, rappresentanti lo Spirito Santo, l'adorazione del Sacramento e l'Annunciazione dell'Arcangelo Gabriele a Maria, nonché con l'aggiunta nel 1972 di altre due tele nella soffitta del Prof. Lorenzo Iovino di Angri, rappresentanti l'Apparizione della B.V. del Carmine a San Simone Stosh sul Monte Carmelo e la visione del Papa Giovanni XXII da parte della Vergine del Carmine per il privilegio sabatino. Le decorazioni nella Cupola e nella soffitta, ai pilastri e ai capitelli, sono state eseguite dal compianto artista e pittore Fabbricatore Aurelio di Nocera Superiore. Per i gravi danni subiti dal sisma del 1980 all'edificio Sacro e al campanile, la Chiesa è stata ancora consolidata con iniezioni in cemento e ristrutturata e restaurata con contributi statali richiesti dall'attuale parroco Mons. Donato De Mattia, per poi essere riaperta al culto dopo qualche anno. La Chiesa col rinnovato Altare Maggiore, secondo le nuove norme liturgiche, il 14 Dicembre 1976 dall'Arcivescovo del tempo Mons. Gaetano Pollio veniva solennemente consacrata e dedicata alla Beata Vergine del Carmine, Titolare e Patrona, particolarmente venerata dal popolo di Preturo. Oltre l'Altare Maggiore consacrato, vi sono sei altari nelle navate laterali con le venerate immagini di S.Raffaele e S.Michele Arcangeli, della Vergine Addolorata, di S.Biagio Vescovo e Martire, S.Lucia Vergine e Martire, S.Gerardo Maiella, S. Cuore di Gesù, Sant'Antonio di Padova e San Vincenzo Ferrer.
Nella Chiesa, vi sono pure:
 - Un artistico arco e portale in pietra con pile laterali per l'acqua lustrale e cornici in pietra del campanile;
 - Quadro ad olio dell'Immacolata del 1700 insieme con altri minori;
 - Paliotto in marmo sotto l'Altare Maggiore rappresentante l'Ultima Cena di L. Da Vinci.

 







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